Nelle ultime sedute, i mercati finanziari hanno subito perdite rilevanti: 

sembra proprio che il toro, dominante da ormai un po’, abbia lasciato il testimone all’orso. Questi ribassi, hanno aperto dibattiti tra i vari esperti del settore: semplice correzione? Mercati overvalued? Sell and run away e recessione in arrivo?

 

Il  2018 sembra va essere partito alla grande, facendo registrare nuovi massimi a Wall Street e all’Europa (Dax 30).

Per ora, nulla di preoccupante: si tratta di un semplice storno, una correzione che sebbene brusca in alcuni momenti, ha corretto e continua a correggere i listini mondiali.

Il grosso è stato comunque svolto dal lavoro degli algoritmi che attualmente, scambiano circa il 60% dei volumi cash.

Il motivo del “profondo rosso” è da ricercarsi negli ultimi dati macro USA e in particolare quello riguardante il tasso di crescita dei salari oltre le aspettative, anche in riferimento alla stretta voluta dall’amministrazione Trump, sull’ingresso di stranieri in USA. Come mai un dato positivo, preoccupa gli investitori? Ci insegna la Curva di Philips: quanto più basso è il tasso di disoccupazione, tanto più è alto il tasso di crescita dei salari e dei prezzi. Non sembra preoccupato il presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard: “il legame empirico fra mercato del lavoro e queste variabili si è spezzato”.

Gli addetti ai lavori sembrano comunque preoccupati per una eventuale ed eccessiva crescita dell’inflazione e ciò, spingerebbe la Federal Reserve ad ulteriori rialzi dei tassi di interesse oltre ai tre canonici programmati per l’anno in corso.

Dall’altra parte, l’indice VIX (in gergo “indice della paura”) che misura la volatilità dell’indice azionario S&P500, ha toccato livelli preoccupanti: bassi, se confrontati con il livello raggiunto ai tempi del crack di Lehman Brothers nel 2008, ma più alti se confrontati con i livelli raggiunti dopo la Brexit nel 2016 o durante la crisi del debito greco (grafico Yahoo Finance).

Recessione in arrivo? Nulla di cui preoccuparsi per ora: la crescita economica mondiale è in continua accelerazione: stima l’FMI un +3.9% nel 2018 e 2019.