La strage in Florida del 14 Febbraio rappresenta l’ennesima dimostrazione che il tema del business delle armi è  una vera e propria urgenza per il governo americano. Quante altre vittime saranno necessarie prima di passare ai fatti? Come spesso accade servono tragedie e vittime prima di capire la gravità di alcune questioni sociali, ma in questo caso siamo di fronte un’ulteriore conferma: il tema delle armi non può più essere ignorato. Ci troviamo a piangere vittime di una sparatoria in una scuola il cui artefice è un ragazzo di 19 anni che non solo aveva dichiarato di voler diventare “un killer di scuole professionista” ma che soprattutto ha potuto acquistare l’arma utilizzata nella strage a 18 anni. Tutto appare drammaticamente ironico considerando che ci sia il divieto di alcolici sino ai 21 ma che si possa già acquistare un’arma da prima e senza passare per adeguati controlli visto che il ragazzo in questione in passato era sottoposto a cure psichiatriche.
Passiamo quindi ad analizzare le ragioni sottese al mancato intervento da parte del governo americano. Come intuibile si tratta di un vero e proprio business miliardario che, se analizzato numericamente fa capire la sua grandezza. Si tratta di un fatturato annuo di più di 13 miliardi e quasi l’89% della popolazione USA è in possesso di armi da fuoco. Il presidente Obama introdusse l’obbligo di segnalazione all’Fbi per le persone con disabilità e problemi mentali al fine di rafforzare il sistema di “background check” che prevede la richiesta di documentazione compreso il certificato penale. Tuttavia non è riuscito a limitare la libertà di vendita poiché il Congresso a maggioranza repubblicana durante questo periodo ha ostacolato ogni tentativo del governo a tal proposito. Si è dimostrato negli anni che la National Rifle Association, la maggiore lobby USA sulle armi, abbia un potere di persuasione immenso che va ben oltre le decisioni del governo. Questo dimostra che la lobby delle armi è troppo potente e raggiunge tranquillamente senatori e deputati. Ogni anno infatti sborsa milioni di dollari per le campagne elettorali di numerosi politici. La sola NRA spende un milione e mezzo di dollari ogni anno per i congressisti. Il loro compito è quello di bloccare ogni legge che direttamente o indirettamente limiti la libertà di vendita delle armi. Alla luce dell’ultima strage in Florida, Trump ha indicato nel messaggio alla nazione di voler rendere sicure le scuole e affrontare la spinosa questione della salute mentale. Inevitabilmente in molti ora ricordano che una delle prime mosse del presidente dopo l’insediamento fu proprio cancellare la normativa di Obama per impedire ai malati mentali di entrare in possesso di un’arma. La norma interessava circa 75 mila persone con instabilità mentale tra cui appunto il ragazzo autore dell’ultima strage. Alla luce di questa ultima tragedia e di zero passi in avanti lo scenario futuro non sembra prospettarsi in modo positivo. È chiaro che in seguito all’accaduto stiano riemergendo voci di politici e della popolazione per invitare al buon senso civile ma è altrettanto evidente che, seppur auspicabile un cambiamento, per ora gli interessi economici abbiano avuto la meglio sulla sicurezza e una prospettiva di cambiamenti legislativi imminenti in merito sembri ancora abbastanza idealista e di circostanza piuttosto che una realtà concreta.