Secondo appuntamento settimanale della nuova rubrica “Geopolitics“.

Oggi parleremo dell’importanza dell’Italia per la sopravvivenza dell’Euro e dell’Europa tedesca.

Con la seconda globalizzazione iniziata negli anni ‘70 del ‘900, e soprattutto con la creazione del mercato unico europeo, si è venuta a creare una produzione multinazionale con al centro la Germania. Infatti le aziende tedesche, in particolare quelle dele settore automobilistico, hanno iniziato a spostare la produzione nei paesi dell’est fin dagli anni ‘90.
Questo ha fatto si che si creasse un gruppo di paesi la cui economia era strettamente legata a quella tedesca.

La Germania si è così trasformata da paese esportatore a piattaforma industriale, ovvero un centro di distribuzione di fasi del processo i cui risultati vengono convogliati nel paese centrale la cui industria è in gran parte dedicata all’assemblaggio.

Con l’avvento della crisi del 2008/9, e ancora di più nel biennio 2011/2013, molti paesi del Sud Europa sono entrati in crisi.
A seguito di ciò, è susseguito uno spostamento di capitali dal Sud Europa alla Germania, senza però avere nessuna oscillazione del valore dell’euro.
Questo ha permesso alla Germania di avere un’economia rafforzata, ma al tempo stesso la moneta è rimasta stabile, permettendo alla Germania una grossa competitività a livello internazionale.
A seguito di ciò alcuni politici ed economisti tedeschi hanno teorizzato una possibile uscita controllata dall’euro di alcuni paesi, così che i capitali vengano spostati in Germania.
Ciò che però questi uomini non considerano è che con l’uscita di questi paesi deboli dall’euro e dall’Europa si verrebbe a creare un euro più forte, andando a danneggiare la competitività tedesca. Questa proposta la fece la Germania alla Grecia nel 2015, dopo che i capitali furono spostati da quest’ultima verso la prima.
Infatti la crisi greca è stato un chiaro segnale dell’inefficienza tedesca come guida europea.
Infatti il governo della trojka portò ad una diminuzione del 25% del pil greco.
La Grecia è ed era un paese troppo piccolo per poter creare problemi all’economia europea e alle banche europee.
L’Italia è invece economicamente molto più grossa ed importante di questa, ed un default, o un uscita dall’euro, porterebbero ad una grossa crisi non solo finanziaria ma anche nell’economia reale non solo all’Europa e alle banche europee, ma addirittura a livello globale.

Inoltre, la Germania è fortemente legata alla produzione italiana.

Infatti molte imprese nel nord Italia hanno uno stretto legame commerciale con la Germania, che non si potrebbe permettere di perdere le capacità e le conoscenze delle aziende italiane.
L’Italia è un paese troppo importante, e una sua uscita, o un suo default porterebbe ad una crisi anche la tanto forte e potente economia tedesca.
L’Italia a questo punto risulta una pedina fondamentale nell’equilibrio geopolitico europeo. È infatti molto probabile che gli Stati Uniti, in accordo col governo italiano, stiano usando l’Italia per penetrare nel sistema europeo e danneggiare la Germania.

E voi cosa ne pensate?
Siete d’accordo con questa analisi?

Articolo scritto da Riccardo Bertolini