Primo appuntamento della nuova rubrica “Geopolitics“.
Oggi cercheremo di analizzare ciò che sta avvenendo nel mondo in linea generale, e andremo poi ad affrontare gli argomenti più nello specifico nei prossimi appuntamenti.

 

Il quadro Geopolitico odierno è più complicato di quanto possa sembrare.

Ci troviamo in un periodo di conflitto, in cui abbiamo una superpotenza globale egemone (gli Stati Uniti), e delle potenze regionali che cercano di insidiare l’egemonia americana.
Abbiamo da un lato gli Stati Uniti che vogliono mantenere la loro posizione dominante, ma al tempo stesso hanno un problema interno: infatti spendono trilioni di dollari ogni anno per mantenere ed esportare il benessere nelle altre nazioni (lo fanno poiché gli imperi si costruiscono con il benessere, non con la guerra).

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Al tempo stesso poi, proprio per questo motivo, molte aziende americane (e di conseguenza molti americani) hanno visto aumentare le tasse, e diminuire i profitti in favore delle aziende estere.

 
Questo ha creato un sentimento anti-globalizzazione, estesosi poi a livello mondiale, che ha incentivato l’elezione di Trump.

Infatti Donald Trump, conscio di questi problemi, si sta dimostrando molto efficace su questo tema, grazie alle manovre di abbattimento delle tasse, di rinegoziazione dei trattati di libero scambio e di guerra commerciale intraprese nei confronti di UE e, soprattutto, Cina.
Queste guerre non fanno altro che ristabilire un egemonia tra i vari mercati, prima compromessa.
Abbiamo poi un’UE, a base tedesca, che viene colpita dagli USA per colpire proprio la Germania, che non ha saputo gestire il compito affidatole dagli USA stessi in Europa.
Infatti la Germania, invece che contribuire attivamente alla guida dell’Europa verso crescita e benessere comuni, non ha fatto altro che incrementare il suo saldo commerciale, rafforzando il mercato interno, ma indebolendo i suoi partner europei.

Questo ovviamente non è stato un bene per le politiche statunitensi, con una Germania incapace di gestire un’Europa in crisi, e che, nonostante avesse una bilancia dei pagamenti in attivo di 300 miliardi di Euro, ha continuato ad attuare le stesse politiche commerciali, finendo con lo “svegliare il cane che dorme”.

La potenza Cinese

La Cina, dall’altra parte, cerca di insidiare lo strapotere americano, ponendosi come antagonista, o nuovo protagonista.
Negli ultimi anni ha avuto una crescita economica fortissima, seguita da forti investimenti nel mondo, ed ha potenziato enormemente la propria forza militare.

Il problema però è che la Cina non solo ha avuto questa crescita perché gli Stati Uniti gli hanno lasciato lo spazio e la possibilità di farlo, ma si ritrova chiusa in una morsa, dovuto proprio alla posizione geografica.

È infatti circondata dalla Corea, Taiwan, Filippine, e tutta l’Asia del sud-pacifico, che nutrono timore per le mire espansionistiche della Cina nell’area e che non possono che affidarsi agli Stati Uniti per avere protezione.
Vi è poi il Giappone, che ha una forte presenza nell’area (e che fin dagli anni ’50 si è dimostrata uno degli alleati più fedeli agli USA), e che storicamente ha sempre prevalso sulla Cina.

China GDP Annual Growth Rate

L’India: il rivale silente

Infine vi è l’India a chiudere il cerchio, che si pone come rivale alla Cina nell’area, con una crescita esponenziale e una popolazione in aumento: tra 15/20 anni potrebbe addirittura superare economicamente la Cina.
La Cina è quindi ingabbiata in una situazione scomoda, e deve cercare alleati altrove, senza considerare il grave problema demografico che si troverà ad affrontare nei prossimi decenni per l’invecchiamento della popolazione.

Insomma a quanto sembra gli Stati Uniti più che una Superpotenza” in decadenza, sembrano più una potenza che ha deciso di risolvere i propri problemi interni prima di continuare la propria espansione, per evitare di collassare su se stessi.
In questa ampia cornice generale si collocano tutti gli argomenti che tratteremo nelle prossime rubriche.
Sono stati trattati tanti temi, col tempo daremo loro la giusta collocazione!
Cosa ne pensate?
Siete d’accordo con questa analisi? Pensate che la Cina riuscirà a scalzare l’egemonia USA? L’UE che ruolo giocherà?

Articolo scritto da Riccardo Bertolini